La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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martedì 18 luglio 2017

Fortezze ma non di pietra



Fortezze ma non di pietra

di Bruno Ferrero


C'era una volta un sovrano potente. Sapeva che il numero dei giorni che gli restavano da vivere diminuiva inesorabilmente. Che cosa sarebbe diventato il suo bel impero, quando sarebbe stato costretto ad abbandonarlo con tutti i nemici che lo circondavano da ogni lato? Che avrebbe potuto fare il giovane principe, quel figlio troppo giovane e inesperto che il sovrano aveva avuto, ahimè, in tarda età? Dove poteva rifugiarsi? Chi lo avrebbe protetto? Questi pensieri tormentavano il vecchio re, tanto che un giorno disse al principe: «Figlio mio, io non regnerò più per molto tempo e ignoro ciò che accadrà dopo la mia morte. Ci sono molti nemici intorno al trono. Ho tanta paura per l'impero che ho costruito e anche per te. Morirei tranquillo se sapessi che hai un rifugio sicuro che ti protegga in caso di pericolo. Per questo ti consiglio di andare per il regno e di costruire fortezze in tutti gli angoli possibili, per tutti i confini del paese». Obbediente, il giovane si mise immediatamente in cammino. Percorse tutto il Paese, per monti e per valli, e dove trovava il posto conveniente, faceva costruire grandi fortezze solide e imponenti.

Le fortezze sorsero nelle profondità delle foreste, nelle valli più nascoste, sulla sommità delle colline, nei deserti, in riva ai fiumi e sui fianchi delle montagne. Questo costò molto denaro, ma il principe non badava a spese: erano in gioco la sua vita e il suo trono.

Dopo un certo tempo, il giovane ritornò nel palazzo del re suo padre. Stanco, dimagrito, ma soddisfatto d'aver portato a termine il compito, corse a presentarsi dal padre.

«Ebbene, figlio mio, com'è andata? Hai fatto ciò che io ti avevo detto?" gli domandò il re.

«Sì, padre», rispose il principe. «In tutto il paese si innalzano fortezze imprendibili: nei deserti, sulle montagne, nel profondo delle foreste». Ma il vecchio re, il più potente che la storia abbia mai conosciuto, invece di congratularsi con il figlio per tutti i suoi sforzi, scuoteva la testa come in preda ad un forte dispiacere.

«Non è questo, figlio mio, che avevo in mente io. Devi tornare indietro e ricominciare», disse. «Le fortezze che tu hai costruito non ti proteggeranno assolutamente in caso di pericolo: tu sarai solo e non per quei muri e quelle pietre potrai sfuggire alle imboscate e alle trappole dei tuoi nemici. Tu devi costruirti dei rifugi nel cuore delle persone oneste e buone. Devi cercare queste persone, e guadagnarti la loro amicizia: soltanto allora saprai dove rifugiarti nei momenti difficili. Là dove un uomo ha un amico sincero, là trova un tetto sotto cui ripararsi».

Il principe si rimise in cammino. Non più per i deserti, i dirupi, le foreste selvagge, ma per andare verso la gente, tra loro, per costruire dei rifugi come immaginava suo padre, il vecchio re pieno di saggezza.

E questo richiese molti più sforzi e fatiche.

Ma il principe non li rimpianse mai.

Perché, quando dopo un certo tempo il vecchio sovrano si spense e lasciò questo mondo, il principe non aveva più nessun nemico da temere.

Un giorno, una giovane donna ricevette una dozzina di rose con un biglietto che diceva: "Una persona che ti vuole bene».

Senza però la firma.

Non essendo sposata, il suo pensiero andò agli uomini della sua vita: vecchie fiamme, nuove conoscenze. Oppure erano stati la mamma e il papà? Qualche collega di lavoro? Fece un rapido elenco mentale. Infine telefonò a un'amica perché l'aiutasse a scoprire il mistero.

Una frase dell'amica le fece all'improvviso balenare un'idea.

"Di', sei stata tu a mandarmi i fiori?".

"Sì".

"Perché?".

"Perché l'ultima volta che ci siamo parlate eri di umor nero. Volevo che trascorressi un giorno pensando a tutte le persone che ti vogliono bene".

E tu, quante fortezze hai costruito oggi?


lunarioaforismi.blogspot.it

Il verso


Il verso è passione
di vivere quello che vivi
di rivivere quello che hai vissuto
Il verso è pentimento
di quello che hai
e di quello che non hai vissuto.

YORGOS MOLESKIS 


L’acqua della memoria



estrenandodia.blogspot.com


sabato 15 luglio 2017

AMAMI COME SEI!


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Parole incoraggianti di Gesù all’anima

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei ...”.

Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi.

Amami come sei.

In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel

fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami ... come sei ... Voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi

amerai mai.

Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l’Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?

Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei ... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”.

Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m’importa, di vederti lavorare con amore.

Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l’amore.

Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re del Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia.

Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia ...

Non ti preoccupare di non possedere virtù, ti darò le mie.

Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare ...

Ma ricordati ... amami come sei ...
Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.

Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai ... Va ...”

(Mons. Lebrun) 

RIMINICOMIX la mostra mercato più grande dell’estate italiana.

Riminicomix  pdf
Dal 20 al 23 luglio ore 17.00 - 24.00 (entrata libera) 
RIMINICOMIX la mostra mercato più grande dell’estate italiana. 
XXI edizione del salone del Fumetto di Cartoon Club. 
Case editrici, anteprime editoriali, collezionismo, antiquariato, action figure, gadget, incontri con autori, performance, Cosplay Convention.


www.cartoonclubrimini.com


mercoledì 12 luglio 2017

Chi osa insegnare non deve mai cessare di imparare.


Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere… e
 fornire loro le condizioni in cui possono imparare.
Tutto chiaro?

Foto | Pixabay

Frasi sugli insegnanti, sui maestri e sui docenti in genere

  • Ciò che l’insegnante è, è più importante di ciò che insegna. (Karl Menninger)
  • Colui che è maestro di scuola può cambiare la faccia del mondo. (Leibniz)
  • E pronuncia sempre con riverenza questo nome – maestro – che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce nome che possa dare un uomo a un altro uomo. (Edmondo De Amicis)
  • Gli allievi mangiano ciò che i professori hanno digerito. (Karl Kraus)
  • I buoni insegnanti sono costosi, ma i cattivi maestri costano di più. (Bob Talbert)
  • I cinici e gli scettici moderni… non vedono nulla di male nel dare a coloro ai quali affidano le menti dei loro figli un salario inferiore a quello pagato a coloro ai quali affidano la cura del loro impianto idraulico. (John F. Kennedy)
  • I mestieri più difficili in assoluto sono nell’ordine il genitore, l’insegnante e lo psicologo. (Sigmund Freud)
  • I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere. (Alexandra K. Trenfor)
  • I nostri insegnanti sono reclutati con un sistema perverso, con migliaia di precari catapultati tra i banchi senza selezione né controlli. La scuola italiana va alla deriva. E questo caso ne è il sintomo lampante. (Antonio Scurati)
  • Il miglior insegnante è colui che suggerisce piuttosto che dogmatizzare, e ispira nel suo ascoltatore il desiderio di insegnare a se stesso. (Edward Bulwer-Lytton)
  • Il più grande segno di successo per un insegnante è quello di poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi. (Maria Montessori).
  • Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza. (Erasmo da Rotterdam)
  • Il sogno inizia con un insegnante che crede in te, che ti tira e spinge e conduce al successivo pianoro, a volte colpendoti con un bastone appuntito chiamato “verità”. (Dan Rather)
  • Il vero maestro difende i suoi allievi contro la sua stessa influenza. (Amos Bronson Alcott)
  • In una società completamente razionale, i migliori di noi dovrebbero aspirare a diventare insegnanti e il resto di noi dovrebbe adattarsi a qualcosa di meno, perché il trasmettere la civiltà da una generazione a quella successiva dovrebbe essere l’onore più alto e la più alta responsabilità che chiunque possa mai avere. (Lee Iacocca)
  • Insegnare è imparare due volte. (Joseph Joubert)
  • Insegnare è la base per imparare. (Francesco di Sales)
  • L’insegnamento effettivamente è come un cibo, il cui possessore è colui che lo distribuisce. (Gregorio Nazianzeno)
  • L’arte di insegnare è l’arte di assistere a una scoperta. (Mark Van Doren)
  • L’insegnamento non è un’arte perduta, ma il rispetto di tale arte è una tradizione perduta. (Jacques Barzun)
  • L’insegnamento sta lasciando una traccia di stessi nello sviluppo di un altro. E sicuramente lo studente è una banca dove è possibile depositare i propri tesori più preziosi. (Eugene P. Bertin)
  • L’insegnante che è davvero saggio non ti offre di entrare nella casa della sua saggezza, ma piuttosto ti conduce alla soglia della tua mente. (Kahlil Gibran)
  • L’insegnante mediocre dice. Il buon insegnante spiega. L’insegnante superiore dimostra. Il grande insegnate ispira. (William Arthur Ward)
  • La creatività: prendere l’ovvio, aggiungere una tazza di cervelli, un generoso pizzico di fantasia, una secchiata di coraggio e audacia, mescolare bene e portare a ebollizione. (Bernard Baruch)
  • Mi piace un insegnante che ti dà qualcosa da pensare da portare a casa oltre ai consueti compiti. (Lily Tomlin)
  • Nell’insegnamento non si può vedere il frutto di una giornata di lavoro. È invisibile e rimane così, forse per venti anni. (Jacques Barzun)
  • Non ci sono maestri, ma soltanto allievi. (Linus Torvald)
  • Non ho mai insegnato ai miei allievi; ho solo cercato di fornire loro le condizioni in cui possono imparare. (Albert Einstein)
  • Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farli riflettere. (Socrate).
  • Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. (Daniel Pennac)
  • Se davvero si vuole conoscere il futuro, non chiedete un tecnico, a uno scienziato o a un fisico. No! E non chiedete neppure a qualcuno che sta scrivendo il codice software. Se volete sapere ciò che sarà la società tra venti anni, chiedete a una maestra di scuola. (Clifford Stoll)
  • Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni. (José Ortega y Gasset)
  • Se un medico, un avvocato, o dentista avessero quaranta persone nel suo ufficio in una sola volta, le quali hanno esigenze diverse, e alcuni delle quali non vorrebbero essere lì e quindi causano problemi, e il medico, l’avvocato, o dentista, senza assistenza, dovessero trattare tutti con eccellenza professionale per nove mesi, ecco, ti puoi fare un quadro di quello che è il lavoro di un insegnante. (Donald D. Quinn)
  • Tra la nutrice che allatta e il precettore che insegna vi è analogia. Talvolta, quest’ultimo è padre più del genitore stesso, come la nutrice è madre più della madre vera. (Victor Hugo)
  • Un buon insegnamento è più un dare giusti interrogativi che giuste risposte. (Josef Albers).
  • Un buon insegnamento è un quarto preparazione e tre quarti teatro. (Gail Godwin)
  • Un buon insegnante è un maestro di semplificazione e un nemico del semplicismo. (Louis A. Berman)
  • Un buon insegnante è uno che si rende progressivamente superfluo. (Thomas Carruthers)
  • Un insegnante che cerca di insegnare senza ispirare nell’alunno il desiderio di imparare sta martellando un ferro freddo. (Horace Mann)
  • Un insegnante colpisce per l’eternità; non si può mai dire dove la sua influenza si fermi. (Henry Brooks Adams)
  • Un insegnante è un minatore di talento. Non ha il diritto di estrarlo: ne ha il dovere. Ha di fronte gli stessi ragazzi, giorno dopo giorno. Sa dove cercare, se ha voglia di farlo.” (Beppe Severgnini)
  • Una prova della correttezza della procedura educativa è la felicità del bambino. (Maria Montessori).
Fonte | da Graphe.it in Zibaldone

martedì 11 luglio 2017

Sei tu...L'amore

Sei tu - Paolo Coelho




Kahlil Gibran - L'amore

Testo tratto dal il libro "Il Profeta" di Kahlil Gibran.Musica Ludovico Einaudi "Love Is A Mistery".
NO COPYRIGHT INFRINGEMENT INTENDEED.ALL THE RIGHTS FOR THE MUSIC GOES TO LUDOVICO EINAUDI I DON'T OWN OR CLAIM TO OWN IT.




Poesia di Nazim Hikmet : Prima di tutto l'uomo (ultima lettera al figlio)

Prima di tutto l'uomo (ultima lettera al figlio)
Nazim Hikmet

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto - all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto - l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto - il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto -
godi dell'uomo.

Nazim Hkmet


venerdì 7 luglio 2017

Perle di poesia...

Categories: ARTE / CULTURA

Liriche e frasi di Alda Merini ispirate a Dio



Il 21 marzo, inizio della primavera, Alda Merini avrebbe compiuto 85 anni. Nata a Milano nel marzo del 1931 da una famiglia modesta, nel suo travagliato percorso esistenziale e poetico ha cantato gli esclusi e vissuto la malattia mentale. La sua scomparsa il 9 novembre del 2009. 
Di lei restano liriche e frasi in cui Dio, la fede, l’amore sono i suoi interlocutori privilegiati.

Corpo d’amore

Dicono che le sorgenti d’amore siano le lacrime ma il pianto non è che un umile lavacro dei tuoi pensieri. (…) Tu sei un Dio materno e plurimo, un Dio che si disconosce e che si converte, un Dio buono come l’odio e la gelosia, un Dio umano che si è fatto croce, che si è fatto silenzio, un Dio che si converte in estasi ma che conosce il mistero della collera (…)

A volte Dio

A volte Dio
uccide gli amanti
perchè non vuole
essere superato
in amore.




Wikipedia/Giuliano Grittini/CC

Amore

Ti ho perso lungo i solchi della via,
o mio unico amore,
Dio di giacenza e di dubbio
Dio delle mitiche forze
Dio, Dio sempre Dio
che sei più forte degli amplessi
e dei teneri amori.
Che fai crescere le fontane,
che appari e dispari
come un luogotenente del destino.
Perderti è come perdere la speranza
ed io ti ho perduto
non una ma un milione di volte
e ritrovarti è come sorgere dall’eterno peccato
per vedere le falle della vita
ma anche le tue mobili stelle:
TU SEI UN DIO DI AMORE.

Angeli, il vostro occhio è cieco e vede tutto

Angeli,
il vostro occhio è cieco e vede tutto,
angeli,
il vostro occhio vede ed è cieco.
Angeli,
c’è una moltitudine di demoni
che vi perseguita
e c’è una moltitudine di angeli
che vi perseguita.
Tra queste lotte,
tra queste stagioni orrende
di sangue e di morte
di morte e di pace voi vivete,
UNICI GRANDI
STRATAGEMMI DI DIO.

La Terra Santa


Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

Santi e poeti

Bisogna essere santi
per essere anche poeti:
dal grembo caldo d’ogni nostro gesto,
d’ogni nostra parola che sia sobria,
procederà la lirica perfetta
in modo necessaria ed istintivo (…)


Le frasi 

«Tutti gli innamorati sono in Cristo»
«Domandano tutti come si fa a scrivere un libro: si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi».
«Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove».
«Non posso farmi santa perché ho sempre in mano l’arma del desiderio».



Immagine da: